LAVORO: IL DISABILE PUO’ ESSERE ASSUNTO CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO SENZA OBBLIGO DI GIUSTIFICAZIONE

giugno,17,2010

Con la sentenza n. 13285/2010 la Corte di Cassazione ha statuito che il datore di lavoro può procedere all’assunzione di un disabile, con contratto a tempo determinato, senza l’obbligo di specificare le motivazioni di tale scelta. L’assunzione di un disabile, infatti, non è regolata dal D.Lgs 368/2001 che disciplina il lavoro a tempo determinato, ma dalla Legge 68/1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” che non prevede alcun obbligo di giustificazione. La Suprema Corte ha chiarito che il fine precipuo della Legge 68/1999 è proprio quello di promuovere l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone invalide nel mondo del lavoro, attraverso un regime di collocamento mirato derogatorio della disciplina generale.

MOLESTIE SESSUALI SUL LAVORO: SCATTA IL DIRITTO AD UN MAXI RISARCIMENTO

giugno,9,2010

Le vittime di molestie sessuali sul luogo di lavoro hanno diritto, non solo al risarcimento del danno biologico, ma anche di quello morale tenuto conto dell’ “odiosità” del comportamento subito e delle ripercussioni sulla loro vita. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione Lavoro, (sentenza n. 12318/2010) sottolineando la gravità del comportamento lesivo e la sua capacità di ledere beni costituzionalmente protetti. Per tale motivo la vittima avrà diritto ad una liquidazione equitativa del danno non patrimoniale: nel caso di specie il risarcimento accordato è stato di 30.000 euro.

DARE DEL “NEONAZISTA” AD UN MILITANTE DI UN PARTITO DI ESTREMA DESTRA NON E’ REATO.

giugno,7,2010

La Cassazione Penale, con la sentenza n. 19449/2010, ha statuito che dare dei “neonazisti” o dei “nazifascisti” agli esponenti di un partito di destra che si rifà, più o meno esplicitamente, all’ideologia fascista, non può essere considerato diffamatorio. Il parallelo tra il fascismo ed il nazismo rappresenta, secondo la Suprema Corte, “esercizio del diritto di critica” ed è frutto dell’ “affidarsi alla storiografia”: gli storiografici, infatti, in documenti ufficiali, identificano nazismo e fascismo e considerano il Regio Decreto 17 novembre 1938 (“Provvedimenti per la difesa della razza italiana”) la “magna charta del razzismo italiano”.

P.R.A. E PRIVACY

giugno,3,2010

Le società operanti nel settore automobilistico, comprese le officine che offrono servizi di revisione e le società private di ricerca e consulenza economico-aziendale, possono utilizzare i dati contenuti nel Pubblico Registro Automobilistico, senza il preventivo consenso degli interessati, solo per inviare agli utenti comunicazioni di rilevante interesse pubblico, come la scadenza della revisione del veicolo e questionari con finalità di ricerca. Questo è quando stabilito dal garante per la protezione dei dati personali che, con il provvedimento n. 1709295/2010, ha altresì chiarito che è invece obbligatorio acquisire il preventivo consenso degli interessati per l’invio di qualsiasi materiale pubblicitario.

VEICOLO RUBATO IN OFFICINA: SCATTA IL DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO

maggio,31,2010

L’officina è tenuta a risarcire il danno subito dal proprietario del veicolo nel caso in cui si verifichi il furto del mezzo all’interno dei propri locali. Con la sentenza n. 10956/2010, la Cassazione Civile ha precisato che l’obbligo al risarcimento del danno non viene meno neppure nel caso in cui l’autoriparatore avesse pattuito con il proprietario un termine di consegna precedente al momento del furto: il ritardo del cliente nel ritiro dell’auto, infatti, non è di per sé idoneo a determinare il venir meno dell’obbligo di custodia gravante sul riparatore.

ASPRA CONFLITTUALITA’ TRA I GENITORI: IL FIGLIO MINORE PUO’ ESSERE AFFIDATO AI SERVIZI SOCIALI

maggio,28,2010

Con la sentenza n. 12308/2010 la Corte di Cassazione ha statuito che il minore che patisca un forte disagio psicologico dovuto alle continue ed aspre conflittualità fra i genitori, può essere affidato ai servizi sociali in deroga alla regola generale dell’affidamento condiviso sancita dall’art. 155 del Codice Civile. La Suprema Corte ha chiarito che la corretta formazione della personalità del minore può essere compromessa dai continui litigi dei genitori che, influenzando e condizionando il figlio, possono anche comprometterne le salute psicologica.