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22Apr, 15

La Cassazione Penale, con la Sentenza n. 14250 del 9 aprile 2015, ha condannato per il reato di cui all’art. 727 C.p. (“Abbandono di animali”) due soggetti che avevano lasciato un cane in auto quando all’esterno vi era una temperatura di circa 30 gradi. L’animale abbaiava incessantemente e mostrava segni di sofferenza al caldo in ragione del fatto che l’unica fonte di aria a sua disposizione era una piccolissima fessura di circa 5 cm rimasta aperta nei finestrini anteriori. La Corte ha evidenziato che uno spazio d’aria così ristretto non poteva essere certamente sufficiente essendo nozione comune che, in mancanza di un’ampia areazione nell’auto, la temperatura interna può crescere in maniera esponenziale rispetto a quella esterna.

La Cassazione Penale ha chiarito altresì che, ai fini della prova che i due soggetti in questione avessero provocato una sofferenza grave dell’animale (condotta che il comma II dell’art. 727 C.P. equipara all’Abbandono di animali) non erano necessarie ulteriori indagini veterinarie atteso che, il solo fatto che il cane abbaiasse incessantemente lasciato chiuso in auto per lungo tempo ad elevate temperature, era manifestazione evidente del suo stato di grave sofferenza, condizione quest’ultima, “certamente intuibile con il senso comune e non necessitante visite specialistiche e/o perizie ad hoc”.

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