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11Mag, 15

Il lucro cessante è il mancato guadagno che consegue all’illegittimo comportamento altrui: si fa dunque riferimento ad una situazione futura, alla violazione di un diritto non ancora maturato. In questo caso, per la quantificazione del danno, si fa riferimento alla ricchezza che il creditore non ha potuto conseguire in seguito al mancato utilizzo della prestazione dovuta dal debitore oppure, al di fuori di un rapporto contrattuale, alla perdita di chance di guadagno che il fatto illecito provoca al danneggiato.

In caso di sinistro stradale, ai fini di ottenere il risarcimento del danno da lucro cessante, non è sufficiente che il danneggiato dimostri di aver subito una lesione con postumi invalidanti, ma occorre anche che provi in concreto la conseguente diminuzione della propria capacità di guadagno. Se il soggetto danneggiato non svolge alcuna attività lavorativa, il calcola va effettuato sulla base dell’occupazione che avrebbe presumibilmente svolto (è il caso della casalinga).

La Cassazione Civile, sezione III, con la Sentenza n. 8403 del 24 aprile 2015 si è occupata del lavoro casalingo e delle ripercussioni sul regolare svolgimento dello stesso a causa delle lesioni riportate a seguito di un sinistro stradale. La Suprema Corte ha statuito che, se la danneggiata è una casalinga, le attività che la stessa non sarà più in grado di svolgere all’interno della propria abitazione potranno comunque essere quantificate in termini monetari con conseguente diritto ad ottenere il risarcimento del danno da lucro cessante. La dimostrazione pratica del danno subito, quando non possa essere fornita attraverso apposita documentazione medica o di qualunque altro tipo, potrà essere data anche attraverso indizi gravi, precisi e concordanti, ex art. 2729 Codice civile, tali da far concludere per la sussistenza di un fatto ignoto partendo da più fatti noti.

Al risarcimento del danno da lucro cessante potranno poi, ove concretamente provate in giudizio, aggiungersi tutte le ulteriori voci di danno patrimoniale, ad esempio le spese sopportate dalla casalinga danneggiata per avvalersi dell’aiuto di una collaboratrice domestica.

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