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7Feb, 15

Il lavoratore può registrare il colloquio telefonico con il capo allo scopo di usarlo in un eventuale successivo processo civile o penale.

Questo quanto stabilito dalla Cassazione civile con la Sentenza n. 27424/14 che ha chiarito che la registrazione di una conversazione telefonica tra due persone può costituire una prova se posta in essere da uno dei soggetti direttamente coinvolti nella conversazione.

Nel caso concreto, un lavoratore aveva registrato il colloquio telefonico avuto con il suo datore di lavoro allo scopo di precostituirsi una prova da utilizzare successivamente nel giudizio di impugnazione del proprio licenziamento. La Corte ha evidenziato che il fatto di registrare una conversazione con il proprio capo non può essere considerata una condotta illecita, neppure sotto il profilo strettamente disciplinare: questo comportamento, infatti, non può considerarsi lesivo dei segreti industriali aziendali e neppure del vincolo di fiducia con il datore di lavoro in ragione del fatto che l’affidamento che quest’ultimo deve avere sul proprio dipendente riguarda solo ed esclusivamente la sua capacità lavorativa e non anche quella di “condividere segreti non funzionali alle esigenze produttive e/o commerciali dell’impresa”.

In sostanza, se la registrazione del colloquio telefonico è fatta allo scopo di utilizzarla come prova a propria difesa nell’ambito di un giudizio civile o penale, deve considerarsi lecita ed utilizzabile; questo anche in applicazione del diritto di difesa sancito e tutelato dall’art. 51 del codice penale.

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