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29Gen, 15

I c.d. “fastidi minimi”, vale a dire quelli rientranti nella normale soglia di minima tollerabilità e, comunque, non tali da determinare il pregiudizio tipico del danno da vacanza rovinata, non legittimano la domanda di risarcimento danni.

In tal senso la importante sentenza della Cassazione Civile n. 7256/12 ha, infatti, chiarito che “… non ogni disagio patito dal turista legittima la domanda di risarcimento di tale pregiudizio non patrimoniale, ma solo quelli che – alla stregua dei generali precetti di correttezza e buona fede – superino una soglia minima di tolleranza, da valutarsi caso per caso, con apprezzamento di fatto del Giudice di merito”. Il danno morale da vacanza rovinata non è, dunque, risarcibile in re ipsa, ma va provato in concreto; in tal senso anche Tribunale Milano, sez. XI, 24.04.2013 e G.d.P. Perugia 13 luglio 2011.

Secondo il Codice del Turismo, il turista può chiedere il risarcimento del danno solo nel caso di inadempimento od inesatta esecuzione delle prestazioni oggetto del pacchetto turistico di non scarsa importanza ai sensi dell’art. 1455 c.c. Anche la dottrina più autorevole plaude la scelta del legislatore di limitare l’azione di risarcimento per danno da vacanza rovinata ai soli casi in cui l’inadempimento o l’inesatta esecuzione delle prestazioni di cui al pacchetto turistico non sia di scarsa importanza. Tutto ciò al fine di evitare richieste pretestuose, di ampliamento dell’area dei danni risarcibili.

È vero che la disciplina del danno da vacanza rovinata va coordinata con l’art. 43 comma 1 D.lgs n. 79/2011 che ravvisa i presupposti per l’esercizio dell’azione di inadempimento contrattuale anche in lievi difformità degli standard qualitativi dei servizi turistici promessi o pubblicizzati, ma è altrettanto vero che, come precisato anche dal Consiglio di Stato, queste difformità risultano estranee sia al concetto di vacanza rovinata, che dei caratteri strutturali della responsabilità civile, diretta alla riparazione di perdite e non di semplici disturbi o fastidi (Cons. Stato, Sezione Consultiva per gli Atti normativi, 21 gennaio 2011 n. 307).

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