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7Giu, 10

La Cassazione Penale, con la sentenza n. 19449/2010, ha statuito che dare dei “neonazisti” o dei “nazifascisti” agli esponenti di un partito di destra che si rifà, più o meno esplicitamente, all’ideologia fascista, non può essere considerato diffamatorio. Il parallelo tra il fascismo ed il nazismo rappresenta, secondo la Suprema Corte, “esercizio del diritto di critica” ed è frutto dell’ “affidarsi alla storiografia”: gli storiografici, infatti, in documenti ufficiali, identificano nazismo e fascismo e considerano il Regio Decreto 17 novembre 1938 (“Provvedimenti per la difesa della razza italiana”) la “magna charta del razzismo italiano”.

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