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7Feb, 11

Il datore di lavoro che minaccia di licenziare un proprio dipendente perché questi non intende accettare un trattamento retributivo non adeguato alle prestazioni effettuate commette il delitto di estorsione previsto e punito dall’art. 929 C.p. Con la sentenza n. 1284/11 la Cassazione Penale ha, infatti, statuito che: “integra il delitto di estorsione la condotta del datore di lavoro che, approfittando della situazione del mercato del lavoro a lui favorevole per la prevalenza dell’offerta sulla domanda, costringa i lavoratori, con la minaccia di licenziamento, ad accettare la corresponsione di trattamenti retributivi deteriori e non adeguati alle prestazioni effettuate, e più in generale condizioni di lavoro contrarie alle leggi ed ai contratti collettivi”.

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