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19Gen, 15

Con la Sentenza n. 19270/14 la terza sezione della Cassazione civile ha dichiarato la prima casa impignorabile da parte di  Equitalia chiarendo altresì che, a prescindere dalla data di entrata in vigore del provvedimento, non potrà più essere effettuato alcun pignoramento neppure per quanto concerne i casi precedenti; in altre parole anche i procedimenti in corso e non ancora conclusi non potranno attaccare la prima casa.

La Suprema Corte ha così stabilito in maniera definitiva che “l’azione esecutiva non può proseguire e la trascrizione del pignoramento va cancellata su ordine del Giudice dell’esecuzione o per iniziativa dell’agente di riscossione”. L’iter giudiziale, avente ad oggetto il pignoramento della prima casa, non potrà, dunque, giungere a conclusione neppure nell’ipotesi in cui il provvedimento sia stato assunto prima dell’avvento della norma che ha introdotto il divieto.

Restano escluse dall’impignorabilità le abitazioni accatastate come di lusso o nelle categorie A/8 e A/9 (ville e castelli). Inoltre, il provvedimento riguarda solo i pignoramenti da parte di Equitalia e non anche quelli promossi da parte di altri soggetti creditori.

La Cassazione ha, altresì, chiarito che si fa riferimento ai soggetti che posseggono un solo immobile di proprietà che corrisponda anche all’effettiva abitazione in cui risiedono anagraficamente ed abitualmente.

E’ fatta salva, però, la possibilità di iscrivere ipoteca anche sulle prime case a fini cautelari e per la tutela dei crediti iscritti a ruolo. E’ stabilito, inoltre, che l’espropriazione (quando consentita) possa essere avviata solo nel momento in cui sia stata preventivamente iscritta l’ipoteca e siano trascorsi 6 mesi dall’iscrizione senza che il debito sia stato estinto.

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