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5Mag, 15

I lavoratori dipendenti del settore privato con un’anzianità di servizio superiore agli otto anni presso l’azienda per la quale prestano servizio, hanno la possibilità di richiedere la corresponsione anticipata delle somme loro spettanti a titolo di trattamento di fine rapporto. Per l’esattezza la somma concretamente corrisposta non potrà essere superiore al 70% dell’importo del TFR maturato al momento della richiesta e, ovviamente, potrà essere chiesta una sola volta.

Il TFR anticipato potrà essere richiesto anche dai lavoratori dipendenti del settore pubblico per i quali, però, oltre al possesso di tutti i requisiti necessari per i dipendenti privati, è prevista una limitazione in più: in caso di contratto a tempo determinato, essere stati assunti a partire dal 30 maggio 2000; in caso di contratto a tempo indeterminato, essere stati assunti a partire la 1 gennaio 2001. Se il lavoratore non possiede questi requisiti, il TFR gli sarà corrisposto soltanto al termine del rapporto di lavoro.

La richiesta di corresponsione anticipata del TFR potrà essere avanzato solo per:

  • le spese mediche necessarie per interventi straordinari riconosciuti dalle strutture sanitarie pubbliche o private. In questo caso sarà necessario esibire una certificazione con la quale la struttura sanitaria, pubblica o privata, attesti che l’intervento o la terapia sono necessari nonché di particolare delicatezza ed onerosi dal punto di vista economico;
  • l’acquisto della prima casa per sé o per i propri figli anche se l’acquisto viene effettuato dal coniuge, a condizione che ci sia la comunione dei beni. In questo caso non sarà necessario esibire il rogito notarile, ma sarà sufficiente dimostrare che l’acquisto è in fase di perfezionamento, producendo, ad esempio, il preliminare di compravendita, la concessione edilizia per la costruzione dell’immobile su suolo proprio o la partecipazione ad una cooperativa edilizia;
  • le spese sostenute in caso di congedo facoltativo per maternità: questo in considerazione del fatto che, durante tale periodo, la retribuzione della lavoratrice è ridotta al 30%;
  • le spese sostenute durante i congedi per la formazione extralavorativa o per la formazione continua.

Pur se sussistono tutte le condizioni richieste dalla Legge, il datore di lavoro, in alcuni casi, può rifiutarsi di concedere il TFR anticipato: questo quando il numero di lavoratori che hanno inoltrato la richiesta supera il 10% del totale dei dipendenti che ne avrebbero diritto e, in ogni caso, il 4% della complessiva forza lavoro.

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