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17Feb, 11

Il genitore che esercita ripetute pressioni psicologiche sul figlio minorenne con il solo scopo di vendicarsi del coniuge commette il reato di “maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli” previsto e punito dall’art. 572 C.p. Lo ha stabilito la Cassazione Penale con la recentissima sentenza n. 250/11 con la quale ha precisato che le pressioni psicologiche devono concretizzarsi in una pluralità e continuità di condotte vessatorie finalizzate a mettere in cattiva luce il coniuge e tali da produrre effetti devastanti sulla crescita del minore.

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